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Podismo e salute
Podismo in età adulta e terza età
Con il passare degli anni si ha un cambiamento delle funzioni dell’organismo verso una condizione di risparmio dell’energia e un progressivo rallentamento delle funzioni psico-fisiche dell’individuo. La velocità con cui queste trasformazioni avvengono però è molto diversa da soggetto a soggetto: un trentenne può benissimo essere meno “in gamba” di un settantenne, se il primo non segue i corretti principi igienici ed il secondo invece si attiene ad uno stile di vita salubre e corretto.
Se in parte, la velocità di decadimento fisico è legata al patrimonio genetico di ogni individuo, su altri aspetti però si può intervenire per ottenere una vita attiva più lunga e gratificante.
La vita sedentaria, per esempio, provoca la riduzione della massa muscolare e del grado di mineralizzazione ossea (osteoporosi) oltre ad una accelerazione della degradazione degli organi in generale. Chi invece utilizza in pieno le proprie potenzialità fisiche può mantenere per anni un’efficienza invidiabile. Sottoporsi a sforzi fisici graduati e controllati produce una serie di adattamenti che vanno in direzione opposta a quella dell’invecchiamento.
Numerosi studi hanno evidenziato come la comparsa di malattie importanti quali l’ipertensione arteriosa, la cardiopatia ischemica, il diabete ed altre malattie metaboliche, è molto più frequente in persone sedentarie rispetto a chi pratica una qualche forma di attività fisica. Camminare è un’attività che non ha limiti di età e controindicazioni mediche.
Uno degli effetti del movimento è anche una migliorata capacità fibrinolitica del sangue: l’organismo, cioè, diventa più efficiente nello sciogliere i coaguli di sangue che si possono formare in maniera spontanea nel torrente circolatorio (i cosiddetti trombi, da cui derivano malattie importanti come l’infarto, l’ictus, ecc.): questo è uno dei meccanismi attraverso i quali l’allenamento riduce il rischio di queste patologie.
L’esercizio fisico come il camminare, eseguito in modo costante, infine, provoca un aumento della produzione di endorfine: queste sostanze producono sul cervello un’azione euforizzante e migliorano la cinetesi (percezione del sé corporeo) e il tono dell’umore. L’attività fisica regolare favorisce la socializzazione e può avere un’importante azione antistress e antidepressiva.
Camminare tre volte alla settimana, a giorni alterni, è la formula ideale. Infatti è noto che l’effetto di un impegno fisico perdura per almeno 48 ore, mentre la fase di recupero, necessaria all’organismo per smaltire la fatica accumulata dura 24–36 ore. In questo, modo un impegno motorio effettuato a giorni alterni va a stimolare un organismo che ha appena superato la fatica, ma che si trova ancora sotto il benefico effetto dell’attività fatta in precedenza. La singola attività fisica dovrebbe avere una durata di 45-60 minuti, comprendenti una fase di riscaldamento ed una fase di recupero attivo dopo lo sforzo.Per chi non se la sente di essere così meticoloso dell’impegnarsi a fondo tre volte alla settimana, bastano almeno 20 minuti al giorno di camminata per avere ugualmente degli ottimi benefici per la salute. Le camminate a passo sostenuto sono il tipo di esercizio più facile ed economico da praticare,ma ottimi possono essere anche la bicicletta, il nuoto e il ballo.
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