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Podismo e salute
La postura nella corsa
Come si corre? Qual'è la postura corretta del podista? Risponde Orlando Pizzolato.
Correre non è certamente una specialità particolarmente tecnica. Si può pensare, infatti, che sia sufficiente mettere un piede davanti all'altro con sempre maggior rapidità, ma ci sono alcuni aspetti importanti per rendere più economica ed efficiente l'azione di corsa, soprattutto quando gli allenamenti diventano sempre più lunghi. Per cominciare però voglio tranquillizzare un po’ tutti affermando che ogni persona ha un proprio stile di corsa, e che è la conseguenza di come è strutturato il tuo corpo (scheletro, muscoli, articolazioni).
APPOGGIO: esistono due tipi di appoggio sul terreno: con il tallone e sull'avampiede. Come distinguerlo? Solitamente è il rumore dell'impatto con il terreno a farti capire se appartieni alla 1^ o alla 2^ categoria. Se l'impatto con il terreno è rumoroso (del tipo ciap, ciap), ciò indica che atterri prevalentemente sul tallone e che la tua corsa è poco elastica. Se invece non c'è nessun, o solamente, un minimo rumore, allora la tua corsa è particolarmente reattiva, ed è quest'ultima la tecnica che va ricercata. Chi atterra prevalentemente sul tallone lo fa perché, o corre con le ginocchia bloccate, oppure perché fa un passo troppo lungo. Per migliorare il tipo di appoggio durante l'allenamento fai dei brevi tratti (50m) di corsa in pianura in cui t’impegni a spingere soprattutto con l'avampiede. In questo modo sottoponi la caviglia ad una maggiore mobilità, ed anche il ginocchio, che di conseguenza avanzerà di più, sarà meno bloccato. Non devi comunque correre sulla punta dei piedi perché affaticheresti molto i polpacci, ma fai una specie di "rullata" tra la parte mediana e l'avampiede.
BRACCIA: anche nella posizione delle braccia si distinguono due tipi di comportamenti. Alcuni corrono con l’angolo gomito molto chiuso e le mani che quasi toccano il mento, quasi come i pugili quando si difendono da un colpo al viso. Altri invece hanno le braccia quasi abbandonate lungo il corpo, i gomiti rivolti all'esterno e con le dita delle mani che puntano il terreno. Una posizione intermedia tra queste due è l'ottimale. Non sottovalutare l'importanza dell'azione delle spalle e delle braccia: il loro movimento serve a controbilanciare gli spostamenti del corpo nella fase di spinta e di volo della corsa.
I GOMITI: bisogna fare attenzione a non tenerli bloccati. La loro azione da maggiore impulso alla spinta delle gambe. Il corretto angolo del gomito è di circa 90 gradi, ma si apre maggiormente nel movimento verso dietro e si chiude leggermente invece quando le braccia vengono in avanti. Devi fare inoltre attenzione affinché le braccia si muovano parallele al senso di marcia e che non superino la linea mediana del torace.
LE SPALLE: chi corre con i gomiti molto piegati solitamente ha anche le spalle contratte e rigide. Esse devono sempre rimanere rilassate ed avere un leggero movimento in equilibrio con il ritmo di corsa: quanto più veloce è l'andatura tanto maggiore è il loro movimento.
BUSTO E TESTA: evitare la posizione a “9”: spalle incurvate in avanti, collo incassato e sguardo fisso per terra a guardare i piedi. Devi invece avere il busto eretto e le spalle aperte in modo da poter espandere al meglio il torace per favorire la respirazione. In questo modo il bacino non è troppo inclinato in avanti ed il movimento delle anche è più ampio e di conseguenza la falcata più aperta e lunga. La testa è in linea con il busto e lo sguardo diretto in avanti e non verso il basso.Una buona tecnica di corsa è favorita da una muscolatura elastica e da articolazioni sciolte. Ecco quindi la necessità di svolgere regolarmente, soprattutto quando si superano i 35-40 anni, esercizi di mobilità articolare e di allungamento muscolare. I primi precedono la seduta perché preparano le articolazioni al movimento, mentre i secondi vanno fatti dopo la corsa per favorire il ripristino della lunghezza fisiologica delle fibre muscolari.
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