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Cuore e corsa

Podismo e salute

Frequenza cardiaca massima e di allenamento

Frequenza Cardiaca Massima

La frequenza cardiaca è l' unico parametro soggettivo per la valutazione e il controllo dell’allenamento. Il valore che deve essere preso come base per il suo controllo è la Frequenza Cardiaca Massima (FCM). Un metodo molto semplice ma comunque abbastanza preciso per determinare la Frequenza Cardiaca Massima (Teorica) è dato dall'applicazione della seguente formula:

FcMax = 220 - età (teoria tradizionale)

FcMax = 208 - (0,7 x età) (teoria più recente)

Si può affermare che la fascia allenante per una persona è tra il 60% e l'80% della sua FCM. La seguente tabella illustra in dettaglio le diverse tipologie di allenamento in relazione alla Frequenza Cardiaca secondo la teoria tradizionale.
 

Età           Frequenza Cardiaca Massima (teorica)      Frequenza di soglia anaerobica

La tua fascia allenante è tra battiti al minuto e battiti al minuto

Obiettivo Zona di consumo dei grassi corporei (dimagramento corporeo) Zona aerobica Zona vicina alla soglia anaerobica (per chi vuole fare attività agonistica) Zona di massima intensità
Effetto allenante Stimolazione del metabolismo dei grassi Stimolazione dei meccanismi aerobici miglioramento cardiovascolare Stimolazione della zona di soglia aerobica/anaerobica Stimolazione dei meccanismi anaerobici
Risultato Riduzione del grasso corporeo e miglioramento della capacità aerobica Miglioramento della capacità e potenza aerobica Miglioramento della soglia anaerobica Miglioramento tolleranza lattacida
Fc Max
60%
65%
70%
75%
80%
85%
90%
95%
100%
 
LAVORO AEROBICO
LAVORO ANAEROBICO

Nell'atletica gli allenamenti si suddividono

Sotto il 60% lo sforzo che si compie non è allenante
    Al superamento del 80% vi è l'inizio di produzione dell'acido lattico
70-85%
Fondo lento o lungo
Il 90% della Fc max corrisponde al P.I. (Punto di Innesco soglia anaerobica)
85-90%
Fondo
medio
90-95%
Fondo
veloce
  

Mentre ci si allena si dovrebbe tenere periodicamente sotto controllo il proprio battito cardiaco, verificando di essere all'interno della fascia allenante. Se si è sotto il valore inferiore bisogna aumentare il ritmo, altrimenti i benefici ricavati dall'attività fisica sarebbero davvero minimi. Inversamente, bisogna rallentare un pò. Per misurare la frequenza cardiaca la soluzione migliore è quella di utilizzare un cardiofrequenzimetro. 

Terminologia utilizzata


Coefficiente K
: classicamente il consumo della corsa (in kcal) è espresso da K*km*Peso. Il K si considera uguale a 1 (ossia 1 Kcal) per semplicità. In realtà il K va da 0,8 a 1,2 ed esprime la facilità della corsa. In altri termini, se corri facile e sciolto è 0,8, mentre se corri contratto, stanchissimo ecc. diventa 1,2 perché la tua corsa è poco efficiente.

Fondo lento: questo tipo di lavoro è relativo ad una frequenza cardiaca pari al 75% di quella di soglia anaerobica e questo limite è l'ingresso nelle fasce allenanti, cioè al di sotto del 75% circa della frequenza di soglia non si producono stimoli specifici per il miglioramento della prestazione. La velocità è di circa il 25% minore rispetto alla velocità di soglia ed a questo ritmo è associato il coefficiente K=0,14. Il fondo lento si usa per riscaldamento, defaticamento e recupero blandi ed a questo ritmo l'organismo consuma una miscela di grassi-zuccheri più ricca dei primi.

Fondo intermedio: la frequenza cardiaca è pari all'80% di quella di soglia e la velocità è inferiore del 18-20% alla velocità di soglia con coefficiente relativo K=0,2. Si usa questo ritmo sempre per riscaldamento, defaticamento e recupero a ritmi un po' più sostenuti; ha senso tenere in considerazione questo tipo di lavoro in individui allenati, dove cioè un piccolo aumento di pulsazioni cardiache porta ad un incremento non trascurabile di velocità. Il consumo energetico è sempre spostato più verso i grassi, rispetto agli zuccheri.

Fondo medio: la frequenza cardiaca è pari all'86% di quella di soglia, la velocità è di circa il 12% inferiore a quella di soglia ed il coefficiente relativo è di 0,35. Questo ritmo si usa per riscaldamento e defaticamento brillanti, ad esempio se si vuole elevare il carico di una seduta di allenamento; è un tipo di lavoro utile per preparare gare su strada lunghe (aumento della resistenza) ed anche qui si consumano prevalentemente grassi.

Fondo lungo, o veloce: la frequenza cardiaca è pari al 92% della soglia e la velocità è di circa il 8% inferiore a quella di soglia stessa; il relativo coefficiente è di 0,55. Questo ritmo, protratto per alcune decine di minuti, aumenta la resistenza, cioè la capacità di risparmiare glicogeno a ritmi elevati e quindi di prendere energia dagli acidi grassi, cosa logica a ritmi blandi, ma non più ad alte frequenze. Nonostante ciò, da questo ritmo in poi l'organismo consuma una miscela di grassi-zuccheri più ricca dei secondi.

Soglia anaerobica (S.A.): la frequenza è, ovviamente, quella di soglia anaerobica ed il coefficiente relativo è K=1. Si usa questo ritmo per cercare di innalzare la soglia stessa, o per aumentare la capacità lattacida, cioè per esprimere ancora buone prestazioni anche con un accumulo non più trascurabile di acido lattico. Di solito si eseguono ripetute alla soglia e relativi recuperi (interval training).

Frequenze cardiache oltre la S.A: superando la soglia, possiamo dire che il coefficiente vari in modo da aggiungere un decimale ogni 3-4 battiti, per cui, superando la soglia di 7 battiti, il relativo coefficiente sarà K=1,2. Queste frequenze si toccano quando si pedala a ritmi massimali e quando si eseguono ripetute alla velocità di soglia, cioè ad una frequenza cardiaca che, per colpa della scorrevolezza dell'asfalto, di avvallamenti, di lievi salite, di vento, risulta essere superiore alla soglia stessa.


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