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Le nostre iniziative
Ciaspolata di Vipiteno
Diario di viaggio di Maria Benetazzo (Antonietta).
Tenacia, ingegno, forza, fatica, quiete, incanto: in queste parole si può riassumere l'iniziativa del nostro gruppo per salutatare il nuovo anno 2008. Due giorni a Vipiteno in occasione della Tschaspolata, un fine settimana sulla neve con le ciaspole, le antiche racchette utilizzate in tempi lontani come unico mezzo di comunicazione e spostamento tra case, masi e paesi durante il duro inverno in montagna. Come tradizione, oltre al nostro entusiasmo, non mancano momenti di conoscenza e nuove scoperte ed ecco che per l'occasione, prima di raggiungere Vipiteno, siamo stati accolti dall'Azienda agricola e distilleria "Pojer e Sandri" di Faedo per una visita guidata.
La tenacia e l'ingegno sposano appunto questa bella realtà nata nel 1975 dall'incontro dei giovani Sandri, proprietario di un piccolo appezzamento a vigneto e Pojer da poco diplomatosi enologo: da terreni a detta di molti a ridotta vocazione vinicola, nelle colline tra la Valle dell'Adige e la Valle di Cembra, i due soci, con enorme passione, utilizzando e sviluppando tecniche e cure particolari, hanno saputo dare vita a vini di grande pregio conosciuti ed esportati in tutto il mondo. Importante anche la loro produzione di grappe, distillati di frutta e brandy. Con nostro grande stupore, alla fine della visita ci viene offerta una degustazione degna di palati sopraffini, tanto che anche i più titubanti hanno ceduto alla bontà dei vari vini bianchi e rossi proposti. Fuori scende qualche fiocco di neve e fa freddo, ma noi non lo sentiamo proprio e anzi siamo particolarmente "allegri".
Dopo il pranzo e la sistemazione in Hotel, il pomeriggio è dedicato alla visita all'incantevole centro storico di Vipiteno. La via principale, con i suoi negozi, è ancora illuminata a festa e i profili dei tetti scintillano tra i mille colori delle luminarie accese: l'atmosfera sa ancora un pò di Natale e mentre rientriamo per la cena comincia a nevicare intensamente. Arrivano a salutarci anche gli organizzatori della Ciaspolata e ci portano le ciaspole: siamo un pò emozionati e ansiosi di provarle e così, mentre qualcuno dalla finestra guarda la neve che continua a scendere con fiocchi sempre più grossi, qualcun'altro non resiste alla tentazione di indossare le racchette e fare una corsetta fuori. La serata, veramente divertente e suggestiva, prosegue con il gioco della tombola allietato, oltre che dai premi in palio, dal simbolico gemmellagio con una squadra di calcio femminile veronese ospite nel nostro Hotel, e poi tutti a letto in vista della marcia.
Il risveglio, la domenica mattina, ci proietta in uno scenario stupendo e pittoresco. La neve infatti è scesa abbondante e tutto intorno è bianco candido: le cime, gli alberi...La nostra gioia cresce mentre la cabinovia ci porta quasi a quota 2000 sul Monte Cavallo, teatro della Ciaspolata: il panorama ti toglie il fiato, una veduta bianca a 360 gradi e il sole, fra tante nubi, ogni tanto fa capolino quasi a salutarci. C'è già tanta gente che aspetta la partenza e c'è anche chi si gode la neve sugli sci. Gli "atleti" del nostro gruppo riscaldano i muscoli con le ciaspole ai piedi e provano qualche strappo (correre sulla neve non è neanche per loro un'esperienza usuale), mentre gli altri familiarizzano con queste strane racchette chiodate. Parte la gara e mentre i campioni scattano di corsa, noi ci incamminiamo lungo il percorso: cinque chilometri e mezzo da vivere immersi in un mondo da favola.
Forza, fatica, quiete, incanto sono le sensazioni che ti affollano la testa camminando tra i muretti di neve che delimitano il sentiero, tra alberi carichi che sopportano il peso di tanta neve, in uno scenario unico e speciale. L'aria che respiri, il silenzio che assapori, la luce che dà vita al bosco, la natura che si riflette su questa neve così soffice e pura....Passo dopo passo concludiamo il nostro cammino: i nostri atleti sono arrivati già da un pezzo e si sono fatti anche valere, sono stati bravi, ma anche noi siamo felici e la gioia ha il sopravvento sulla stanchezza, l'emozione cancella la fatica. Un bel piatto di pasta, la discesa a valle e il viaggio volge al termine: è ora di tornare, con un po' di nostalgia, alle nostre case.
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